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	<title>Saperi e Sapori di Mangiartipico</title>
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	<description>Prodotti tipici &#124; Turismo enogastronomico &#124; Bergamo</description>
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		<title>Ristorante Balicco</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cuore di Bergamo, nell’antico Borgo Palazzo; rinasce il Balicco, grazie all’iniziativa di tre giovani imprenditori (Andrea Pesenti, Mauro Previtali, Emanuele Redaelli) e alla passione dello Chef Jean Dominique Verdier e sua moglie Ornella Sironi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa storica corte, documenti attestano l’esistenza di un luogo di ristoro sin dall’Ottocento.<br />
Il nuovo «Balicco» ha riaperto giovedì 23 giugno 2011 grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani imprenditori (Andrea Pesenti, Mauro Previtali, Emanuele Redaelli) che, con passione, hanno voluto unire la professionalità di chi gestisce aziende con quella di un grande cuoco, Jean Dominique Verdier nativo di Limoges, in Francia.<br />
L’obiettivo è offrire alla città un locale che, grazie ad alcune sue caratteristiche, sappia distinguersi pur nel ricco e variegato mondo della ristorazione a Bergamo.<br />
All&#8217;ingresso troverete la Vineria Bottega delle Spezie dove poter degustare tranquillamente ottimi vini con stuzzichini prelibati, dal foie gras a formaggi molto particolari , o acquistarli direttamente.</p>
<p>Orari apertura:<br />
da martedì a domenica mattina (ore 12,00)<br />
Chiusura:<br />
domenica dalle 14,00 e lunedì</p>

<a href='http://www.saperiesapori.it/981/sapori/ristorante-balicco/attachment/balicco1/' title='balicco1'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/01/balicco1-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="balicco1" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/981/sapori/ristorante-balicco/attachment/balicco2/' title='balicco2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/01/balicco2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="balicco2" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/981/sapori/ristorante-balicco/attachment/balicco3/' title='balicco3'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/01/balicco3-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="balicco3" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/981/sapori/ristorante-balicco/attachment/balicco4/' title='balicco4'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/01/balicco4-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="balicco4" /></a>

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		<title>Proposta della Coldiretti: “I terreni dello Stato agli Agricoltori”</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Coldiretti ha lanciato una valida proposta che se presa seriamente in considerazione potrebbe avere una duplice valenza: il recupero di una cifra abbastanza consistente: più di 6 miliardi, e la valorizzazione dei territori incolti di proprietà dello Stato.  Una proposta che se presa in seria considerazione porterebbe enormi vantaggi, compreso quello della salvaguardia del territorio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre i nostri politici stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi per trovare una soluzione alla crisi economica che investe non solo il nostro povero stivale, ma anche il mondo intero, la Coldiretti nel commentare le indiscrezioni sui contenuti della lettera inviata alla commissione UE con gli impegni del Governo Italiano che metterebbe in previsione anche un piano per la dismissione del patrimonio pubblico per 5 miliardi l’anno, ha lanciato una valida proposta che se presa seriamente in considerazione potrebbe avere una duplice valenza: il recupero di una cifra abbastanza consistente e la valorizzazione dei territori incolti di proprietà dello Stato.<br />
“<em>Dalla vendita dei 338mila ettari agricoli di cui è proprietario</em> - scrive la Coldiretti &#8211; <em>lo Stato può ottenere circa 6 miliardi di euro da destinare al finanziamento di misure per lo sviluppo. Il censimento agricolo del 2010 ha fatto scoprire l’esistenza di ben 338.127,51 ettari di superficie agricola utilizzata (Sau) di proprietà pubblica che, sulla base del valore medio della terra calcolato dall’Inea in 18.400 euro per ettaro, significa la disponibilità di un patrimonio di 6,22 miliardi di euro a disposizione dello Stato che non ha alcun interesse a fare l’agricoltore. La cessione di questi terreni a favore degli agricoltori</em> – evidenzia la Coldiretti – <em>toglierebbe allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderebbe disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto, avrebbe il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese. E’ certo infatti</em> – ribadisce la Coldiretti –<em> che nessuno meglio degli imprenditori agricoli è in grado di valorizzare il territorio lavorando la terra e generare nuova occupazione”.<br />
</em>Una proposta che se presa in seria considerazione porterebbe enormi vantaggi, compreso quello, più che mai di attualità oggi, della salvaguardia del territorio dimenticato e abbandonato che molte volte è causa di ingenti danni e di vittime innocenti.<br />
Una proposta sana, convinta, responsabile che dovrebbe essere presa immediatamente in considerazione, nel rispetto del Paese e della sua popolazione.</p>
<p><em>Enrico Silva <br />
</em></p>
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		<item>
		<title>E’ arrivato &#8220;Crodel&#8221; il Vino Novello</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Vino Novello. Perfetto per accompagnare le Caldarroste nelle serate uggiose autunnali. E’ il primo regalo della vendemmia appena trascorsa. Una vendemmia da incorniciare come qualità che lascerà il segno nelle annate enologiche bergamasche per l’altissimo livello dei vini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vino Novello. Perfetto per accompagnare le Caldarroste nelle serate uggiose autunnali. E’ il primo regalo della vendemmia appena trascorsa.<br />
Una vendemmia da incorniciare come qualità che lascerà il segno nelle annate enologiche bergamasche per l’altissimo livello dei vini.<br />
<strong>E’ in distribuzione dal 6 novembre scorso ed ha caratteristiche del tutto particolari di freschezza e aromaticità conferitegli dal processo di vinificazione a “macerazione carbonica”.</strong><br />
Questa tecnica prevede l’inserimento di grappoli interi, non diraspati, in serbatoi ermetici saturi di anidride carbonica. In questo modo si ottiene una fermentazione alcolica intracellulare a carico degli zuccheri e dell’acido malico che viene degradato ad acido piruvico, ad aldeide acetica e, infine, ad alcol etilico.<br />
Lo schiacciamento dell’uva è causato dal suo peso e dall’indebolimento della buccia. Al termine di questa fermentazione viene completata la pigiatura e si lascia il tempo ai residui zuccherini di trasformarsi in alcol. Il vino ottenuto con questa lavorazione ha sentori fruttati, il gusto è morbido ed armonioso ed ha livelli tannici molto bassi. La produzione 2011 per l’andamento più che positivo della vendemmia di quest’anno è decisamente superiore qualitativamente agli anni precedenti.<br />
Ha un colore rosso rubino con accese tonalità porpora. All’olfatto si presenta molto intenso, decisamente fruttato con predominanza di fragola selvatica, lampone e mirtillo. Al palato risulta asciutto, morbido e di lunga persistenza aromatica.</p>
<p>Scopri su Mangiartipico il <a href="http://www.mangiartipico.it/vino-novello-crodel.html" target="_blank">Vino Novello Crodel </a>prodotto dall&#8217;Azienda Locatelli Caffi di Chiuduno.</p>
<div><em>Redazione
<a href='http://www.saperiesapori.it/868/saperi/e%e2%80%99-arrivato-il-vino-novello/attachment/novello3/' title='novello3'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/novello3-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="novello3" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/868/saperi/e%e2%80%99-arrivato-il-vino-novello/attachment/novello2/' title='novello2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/novello2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="novello2" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/868/saperi/e%e2%80%99-arrivato-il-vino-novello/attachment/novello1/' title='novello1'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/novello1-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="novello1" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/868/saperi/e%e2%80%99-arrivato-il-vino-novello/attachment/novellogrande80621689/' title='novellogrande80621689'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/novellogrande80621689-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="novellogrande80621689" /></a>
</p>
<p></em></p>
<div><em> </em></div>
<div><em> </em></div>
<div><em> </em></div>
<div><em> </em></div>
<p><em> </p>
<p></em></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Ogni anno 12 mila controlli per il Grana Padano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per garantire un prodotto genuino e garantito il Consorzio Grana Padano investe 7 milioni di euro l’anno, per un totale di 11.979 interventi di vigilanza, tutela e controlli, in Italia e all’estero. In provincia di Bergamo la produzione di Grana Padano Dop continua ad aumentare. Attualmente sono quasi 75 mila le forme lavorate, quasi il 2 per cento della produzione nazionale.  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Il Consorzio Grana Padano</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Stefano Berni</strong>, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano &#8211; <em>investe 7 milioni di euro l’anno, per un totale di 11.979 interventi di vigilanza, tutela e controlli, in Italia e all’estero, offrendo ai produttori, ai consumatori e al mercato assoluta trasparenza</em>”.<br />
Investimenti sempre in crescita a seguito dell’aumento delle attività di contraffazione e imitazione sia in Italia, sia in Europa e nel mondo. Il Grana Padano, che ha moltissime aziende in Lombardia è il prodotto Dop fra i più consumati nel mondo, con una produzione, lo scorso anno di 4.350.000 forme, delle quali oltre 1.300.000 esportate all’estero, per un valore al consumo di quasi 2,4 miliardi di euro.<br />
Anche nella provincia di Bergamo la produzione di Grana Padano Dop continua ad aumentare. Attualmente sono quasi 75 mila le forme lavorate, delle quali oltre 45 mila vengono realizzate da società cooperative, quantità che rappresenta quasi il 2 per cento della produzione nazionale.
<a href='http://www.saperiesapori.it/866/saperi/ogni-anno-12-mila-controlli-per-il-grana-padano/attachment/granagrande-2/' title='granagrande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/granagrande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="granagrande" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/866/saperi/ogni-anno-12-mila-controlli-per-il-grana-padano/attachment/grana1-2/' title='grana1'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/grana1-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="grana1" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/866/saperi/ogni-anno-12-mila-controlli-per-il-grana-padano/attachment/grana2-2/' title='grana2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/grana2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="grana2" /></a>
</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Caseificio QuattroPortoni, formaggi bufalini d’altissima qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home page]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un decennio a questa parte i formaggi di bufala si stanno conquistando un posto tra le prelibatezze della Terra Orobica. La regina dei formaggi e delle mozzarelle di bufale nella bergamasca è il Caseificio Quattro Portoni. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Formaggi e mozzarelle di bufala non fanno certo parte del variegato mondo delle tipicità bergamasche. Però, piano, piano da un decennio circa a questa parte, in punta dei piedi prima, ed ora con una prepotenza sempre maggiore, supportati dalle affermazioni continue conseguite a manifestazioni nazionali e internazionali, i formaggi di bufala stanno conquistando posizioni fra le prelibatezze della Terra Orobica.<br />
Il merito di tutto questa è da attribuire al <a href="http://www.mangiartipico.it/caseificio-quattro-portoni/" target="_blank"><strong>Caseificio QuattroPortoni di Cologno al Serio</strong> </a>che ha fatto la scelta di specializzarsi solo nella produzione di formaggi bufalini di altissima qualità. Tutto è iniziato nel 2000 con la realizzazione, da parte dei fratelli Bruno e Alfio Gritti, di una nuova stalla dove affiancare alle mucche Frisone le prime Bufale Mediterranee. Nel 2003 la scelta definitiva di riconversione completa dell’Azienda all’allevamento della Bufala con l’arrivo di una mandria da Latina e da Caserta e la vendita ad altri allevatori delle Frisone presenti nella struttura fondata dal Padre Renato Gritti nel 1968.<br />
Attualmente i capi presenti sono più di un migliaio, dei quali le bufale in lattazione sono circa 300 con una produzione giornaliera di oltre 2.000 litri di latte.<br />
Un numero elevato per la provincia di Bergamo che con 4.000 esemplari circa è la prima in Lombardia che a sua volta come numero di capi e la terza regione a livello nazionale alle spalle solo di Campania e Lazio e davanti alla Puglia. Il Caseificio QuattroPortoni viene realizzato nel 2005, mentre l’inaugurazione avviene nel 2006.<br />
Il primo prodotto è la classica Mozzarella a cui si aggiungono gradualmente formaggi freschi e stagionati fino a raggiungere l’attuale variegata produzione. Il più rinomato e premiato dei concorsi è il “<a href="http://www.mangiartipico.it/blu-di-bufala-porzionato-500-gr.html" target="_blank">Blu di Bufala</a>” un erborinato leggermente piccante che ha soddisfatto il palato dei più raffinati intenditori.<br />

<a href='http://www.saperiesapori.it/870/saperi/caseificio-quattroportoni-formaggi-bufalini-d%e2%80%99altissima-qualita/attachment/4potonigrande/' title='4potonigrande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/4potonigrande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4potonigrande" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/870/saperi/caseificio-quattroportoni-formaggi-bufalini-d%e2%80%99altissima-qualita/attachment/4portoni/' title='4portoni'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/4portoni-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4portoni" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/870/saperi/caseificio-quattroportoni-formaggi-bufalini-d%e2%80%99altissima-qualita/attachment/4portoni2/' title='4portoni2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/4portoni2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4portoni2" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/870/saperi/caseificio-quattroportoni-formaggi-bufalini-d%e2%80%99altissima-qualita/attachment/4portoniblu_bufala/' title='4portoniblu_bufala'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2011/11/4portoniblu_bufala-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="4portoniblu_bufala" /></a>
</p>
<p>Un impegno notevole eseguito con passione dai fratelli Bruno e Alfio affiancati da due giovani casari e da un tecnologo che ha portato in breve tempo l’azienda ad essere ai vertici nazionali nel suo settore. “<em>Attualment</em>e - ha evidenziato con orgoglio <strong>Bruno Gritti</strong> - <em>esportiamo in diverse nazioni europee ed anche in America e Giappone dove hanno apprezzato moltissimo l’elevata qualità dei nostri prodotti</em>”.<br />
Un traguardo enorme raggiunto in pochissimi anni che non è arrivato casualmente con campagne pubblicitarie ad oltranza, ma per l’elevatissima qualità e genuinità dei prodotti che sono tali non solo per le peculiarità del latte con cui vengono realizzati, ma per l’amore e l’impegno che Bruno ed Alfio riversano nel loro lavoro a partire dai capi di bestiame che vengono alimentati con foraggi scelti e selezionati prodotti solo ed esclusivamente nella loro azienda.</p>
<p><em>Enrico Silva   </em></p>
<p><strong>Scopri su Mangiartipico tutti i prodotti del </strong><a href="http://www.mangiartipico.it/caseificio-quattro-portoni/" target="_blank"><strong>Caseificio Quattro Portoni</strong></a><strong>.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Strachitunt, un formaggio incomparabile</title>
		<link>http://www.saperiesapori.it/873/saperi/strachitunt-un-formaggio-incomparabile/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Particolarmente apprezzato dai buongustai che amano i sapori decisi, tendenti al dolce piccante, lo Strachitunt è un formaggio a pasta cruda, erborinato, prodotto con latte intero di vacca ed appartiene alla famiglia degli stracchini. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Particolarmente apprezzato dai buongustai che amano i sapori decisi, tendenti al dolce piccante, lo Strachitunt è un formaggio a pasta cruda, erborinato, prodotto con latte intero di vacca ed appartiene alla famiglia degli stracchini.<br />
E’ stato definito “<em>figlio del Taleggio e papà del Gorgonzola</em>” e il grande chef Gianfranco Vissani, dopo averlo assaggiato, lo ha classificato come “<em>il formaggio più buono d’Italia</em>”.<br />
Sulla sua origine si conosce poco. Veniva prodotto, in quantitativo limitato, nelle casere di montagna  dove l’ambiente era particolarmente adatto alla maturazione dei formaggi molli.<br />
Se la sua particolare produzione, che implica un notevole lavoro ed un’enorme attenzione, non si è persa, lo si deve alla tenacia ed all’attaccamento di alcuni imprenditori che hanno voluto mantenere vive le più antiche e caratteristiche tradizioni della terra bergamasca.<br />
Lo si realizza, è questa una delle sue peculiarità, unendo la cagliata della sera con quella del mattino. Da ciascuna delle due cagliate si ricavano fette dello spessore di alcuni centimetri, che vengono alternativamente poste nello stampo, facendo in modo che sia lo strato inferiore che quello superiore siano costituiti dalla cagliata mattutina, più morbida e quindi in grado di legare meglio la forma.<br />
Dopo la salatura a secco o in salamoia, si passa alla stagionatura in locali con temperatura iniziale di 10° C e successivamente di 2-4° C. Dopo circa 30 giorni le forme vengono forate per favorire la formazione caratteristica di muffe. Dopo tre mesi circa il prodotto è pronto per essere commercializzato, un ulteriore stagionatura conferisce al prodotto un sapore ed un aroma più deciso ed accentuato. L’erborinatura, essendo naturale, non è mai uniforme. L’aroma è inconfondibile, deciso: rimanda ai profumi del sottobosco autunnale con leggeri richiami di tartufo.</p>
<p>Scopri su Mangiartipico lo Strachitunt della <a href="http://www.mangiartipico.it/strachitunt-valtaleggio.html" target="_blank">Casearia Arnoldi Valtaleggio </a><br />
e quello del <a href="http://www.mangiartipico.it/strachitunt.html" target="_blank">Caseificio Taddei</a>!</p>
<p><em>Redazione</em></p>
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		<title>Risotto allo Strachitunt</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piatto classico eseguito con lo Strachitunt bergamasco. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piatto classico eseguito con lo Strachitunt Taddei  che lo rinvigorisce e lo rende leggermente più saporito rispetto a quello fatto con Taleggio o Gorgonzola.<br />
Si abbina perfettamente ad un Valcalepio Rosso Riserva Doc servito ad una temperatura di 18-20 gradi e stappato almeno un paio d’ore prima della consumazione.</p>
<p><em>Ingredienti per 6 persone<br />
</em>500 gr. di <a href="http://www.mangiartipico.it/riso-carnaroli-confezione-sottovuoto-1-kg.html" target="_blank">Riso Carnaroli Salera</a>,<br />
60 gr. di burro,<br />
mezza cipolla tritata, mezzo bicchiere di vino bianco secco,<br />
300 gr. di <a href="http://www.mangiartipico.it/strachitunt.html" target="_blank">Strachitunt Caseificio Taddei</a>,<br />
un paio di cucchiai di panna liquida, brodo quanto basta.</p>
<p><em>Preparazione</em><br />
Scaldare il brodo. In una casseruola soffriggere nel burro a fiamma docile il trito di cipolla. Quando il tutto sarà dorato aggiungere il riso mescolando spesso con il cucchiaio di legno ed effettuare una leggera tostatura dello stesso. Irrorare con il vino bianco e attendere mescolando fino a che questo non sia evaporato.<br />
Quindi versate, un mestolo alla volta, il brodo caldissimo, aggiungendone dell’altro appena il precedente si è assorbito. A metà cottura aggiungere lo Strachitunt tagliato a dadini. Quando il riso è cotto al dente, spegnete il fuoco ed aggiungete la panna mescolando più volte. Servitelo poi in tavola ben caldo.</p>
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		<title>Fusilli alle Verdure e Strachitunt</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricetta irresistibile per gustare il famoso formaggio bergamasco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piatto veloce, aporito e sostanzioso che si addice alle umide serate novembrine. Si abbina in modo perfetto ad un Valcalepio Rosso Doc da servire ad una temperatura di 18-20 gradi.</p>
<p><em>Ingredienti per 4 persone<br />
</em>400 gr. di fusilli,<br />
400 gr. complessivi di verdure (melanzane, zucchine, sedano, pomodori),<br />
150 gr. di <a href="http://www.mangiartipico.it/strachitunt-valtaleggio.html" target="_blank">Strachitunt Valtaleggio Arnoldi</a>,<br />
50 gr. di olive nere snocciolate,<br />
50 gr. di olio extravergine di Oliva Dop Laghi Lombardi, sale quanto basta.</p>
<p><em>Preparazione<br />
</em>Tagliare le verdure a dadini e cuocerle facendole saltare in olio extravergine bollente.  Correggere il gusto alla fine con il sale. Aggiungere le olive nere snocciolate e lo Strachitunt Valtaleggio a fiocchetti.<br />
Cuocere i fusilli in acqua bollente salata e scolarli al dente. Condirli con la salsa calda e servire in tavola.</p>
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		<title>Zuppa di Aglio e Strachitunt</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopri come gustare il famoso formaggio bergamasco: lo Strachitunt.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una zuppa dal gusto forte e del tutto particolare che si abbina divinamente bene ad un Valcalepio Bianco Doc da servire ad una temperatura di 4-6 gradi.</p>
<p><em>Ingredienti per 4 persone<br />
</em>100 gr. di pane raffermo,<br />
30 gr. di prezzemolo,<br />
8 spicchi d’aglio,<br />
2 uova,<br />
200 gr. di <a href="http://www.mangiartipico.it/strachitunt-valtaleggio.html" target="_blank">Strachitunt Valtaleggio Arnoldi</a>,<br />
1 litro di brodo di pollo,<br />
2 cucchiai di olio extravergine di Oliva Dop Laghi Lombardi,<br />
sale quanto basta.</p>
<p><em>Preparazione</em><br />
Affettare finemente l’aglio e rosolarlo nell’olio. Tagliare il pane a grossi dadi e tostarlo in forno, quindi aggiungerlo al soffritto di olio e aglio, bagnando il tutto con il brodo.<br />
Battere le uova con il prezzemolo tritato finemente e aggiungerlo alla zuppa bollente continuando a frustare.<br />
Aggiungere lo Strachitunt a fiocchetti e servire ben caldo.</p>
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		<title>Caravaggio, città modernamente antica e anticamente moderna</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Vuoi per l’imponente Santuario della Madonna della Fontana che ogni anno è visitato da più di un milione di pellegrini provenienti da tutta Europa e da oltre Oceano, e vuoi per il suo maggiore artista: Michelangelo Merisi, il “pittore maledetto”, che prese il nome dal centro nativo, Caravaggio è conosciuta in tutto il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vuoi per l’imponente Santuario della Madonna della Fontana che ogni anno è visitato da più di un milione di pellegrini provenienti da tutta Europa e da oltre Oceano, e vuoi per il suo maggiore artista: Michelangelo Merisi, il “pittore maledetto”, che prese il nome dal centro nativo, Caravaggio è conosciuta in tutto il mondo. Una notorietà che assommata alla posizione in cui si trova e alle esperienze medioevali subite, ha fatto della città un centro anomalo e fuori dal coro rispetto alle caratteristiche di molte altre località bergamasche.<br />
“<em>La curiosità di Caravaggio</em> – ha scritto <strong>Amanzio Possenti</strong>, una dei più grossi conoscitori della Bassa Bergamasca – <em>sta nel suo essere un centro fortemente personale, nella storia e nei costumi, come lo fu il suo maggiore cittadino Michelangelo Merisi. Persino la sua struttura urbanistica non si situa nel comune modo di intenderla, racchiusa fra antiche esperienze medioevali, di tipo concentrico, e moderne sensibilità espansive, fondata in parte sulla radicalità delle convergenze stradali, e soprattutto sulla aggregazione, tuttora in auge, fra conservazioni e novità. Ne esce così un borgo modernamente antico ed anticamente moderno, da lasciare sorpresi un po’ tutti, gli studiosi in primo luogo</em>”.<br />
Per rendersene conto basta, infatti, percorrere a piedi il centro della città che si sviluppa intorno a piazza Garibaldi sede del palazzo Municipale. Un concentrato di storiche strutture che i caravaggini nell’arco degli anni hanno modificato solo in parte mantenendo quasi intatto un nucleo che trasuda storia e tradizioni da ogni muro e da ogni via.<br />
Il progressivo sviluppo edilizio, che ha preso il via dall’inizio degli anni Cinquanta, si è verificato infatti intorno al centro storico senza però snaturalizzare l’ambiente tranquillo del borgo originario che per secoli aveva basato la sua economia sull’attività agricola e sulla coltivazione del gelso e dei bachi da seta.</p>
<p><strong>La Storia<br />
</strong>Importante insediamento romano documentato da tombe rinvenute nel 1982 nei pressi del Cimitero e da una strada al confine con Fornovo San Giovanni, Caravaggio successivamente fu un grosso centro longobardo. Di quel periodo in località Cantacucco, fra il 1880 e il 1890, è venuta alla luce una grande necropoli realizzata fra il VI e il VII secolo dopo Cristo. Come consistenza di corredo: croci auree decorate a stampo, armi da difesa ed offesa e oggetti di uso quotidiano, questo ritrovamento è da considerarsi uno dei più ricchi fra quelli avvenuti nel Nord Italia.<br />
Dopo essere stato di proprietà dell’arimanno Aimo, dei conti Gisalbertini, del vescovo di Bergamo e quindi di quello di Cremona, il territorio di Caravaggio per lungo tempo sottostò al dominio dei Secco proprietari, fra le altre cose, di un castello. Il maniero, che fu conquistato ed occupato dal Governo della Serenissima nel 1427, era stato donato da Federico Barbarossa a Milano nel 1185. Come quasi in tutta la Bassa Bergamasca, anche nel territorio di Caravaggio si fece sentire la potenza di Bartolomeo Colleoni che nel 1448, al servizio della Serenissima, sconfisse le armate di Francesco Sforza. Due i saccheggi che misero in ginocchio Caravaggio: quello del 1524 effettuato da Giovanni delle bande Nere e quello dei Lanzichenecchi avvenuto nel 1629.</p>
<p><em>Enrico Silva</em></p>
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