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	<title>Saperi e Sapori di Mangiartipico</title>
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	<description>Prodotti tipici &#124; Turismo enogastronomico &#124; Bergamo</description>
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		<title>Il Made in Italy alimentare in mani straniere</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:56:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Italia terra di conquista. Il Made in Italy passa in mani straniere. Questo l’allarme lanciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini che ha evidenziato come nell’ultimo anno siano stati acquisiti da gruppi esteri marchi storici dell’agroalimentare italiano per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Italia terra di conquista. Il Made in Italy passa in mani straniere. Questo l’allarme lanciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini che ha evidenziato come nell’ultimo anno siano stati acquisiti da gruppi esteri marchi storici dell’agroalimentare italiano per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro. “<em>Un processo</em> - ha dichiarato Sergio Marini presidente della Coldiretti - <em>favorito dalla crisi di fronte alla quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi</em>”.<br />
La situazione è allarmante perché darà il via, ed in alcuni casi è già successo, ad una serie di operazioni prima di tutte “<em>l’importazione</em> - ha evidenziato Marini - <em>di materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori e la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli in altre nazioni</em>”.<br />
L’ultimo “pezzo da novanta” del Made in Italy alimentare a passare in mani straniere è stata - ricorda la Coldiretti - la Ar Pelati, acquisita dalla società Princes controllata dalla Giapponese Mitsubishi. Poche settimane prima era toccato alla Gancia, casa storica nella produzione dello spumante, essere acquistata dall’oligarca Rustan Tariko, proprietario della banca e della vodka Russki Standard. La francese Lactalis invece ha acquisito la Parmalat, mentre andando a ritroso negli anni troviamo la Bertolli acquistata nel 2008 dal gruppo spagnolo SOS e la Galbani entrata in orbita Lactalis nel 2006.<br />
Secondo uno studio Coldiretti/Eurispes, il risultato è che oggi un terzo della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati deriva da materie prime agricole straniere, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, per un fatturato stimato in 51 miliardi di euro. Da qui la necessità per la Coldiretti di applicare con trasparenza la legge nazionale sull’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti gli alimenti. Legge approvata all’unanimità in Parlamento nel 2011.</p>
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		<title>Una Cooperativa presidio della tradizione casearia seriana</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nata più di trent’anni fa con l’obiettivo di conferire il latte alle grosse realtà produttive, la Cooperativa Agricola Produttori della Valle Seriana oggi riunisce anche undici piccole aziende agricole dotate di caseifici artigianali, presidi della tradizione seriana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nata più di trent’anni fa con l’obiettivo di conferire il latte alle grosse realtà produttive, la Cooperativa Agricola Produttori della Valle Seriana: presidente Aurelio Rossi, vicepresidente Raffaella Angelini, oggi riunisce anche undici piccole aziende agricole dotate di caseifici artigianali, presidi della tradizione seriana. Realtà che effettuano una lavorazione manuale solo con latte crudo intero non pastorizzato che nel prodotto finale conserva tutti i profumi e gli aromi trasmessi dalle diverse essenze del foraggio di cui si nutrono le mucche prevalentemente di razza Bruno Alpina.<br />
“<em>Dieci anni fa circa</em> - spiega il vice presidente <strong>Raffaella Angelini</strong> &#8211; <em>abbiamo avviato l’iter per la richiesta della Dop dello storico prodotto che già diversi secoli fa veniva realizzato nella nostra zona</em>”.<br />
Una tradizione, quella casearia in Valle Seriana, di cui si fa cenno già verso la metà del 1200 quando i formaggi erano oggetto di scambio e consegnati, come contributo, a monasteri ed ai proprietari dei fondi.<br />
Le undici aziende agricole che fanno parte del Consorzio sono distribuite a macchia di leopardo su tutto il territorio da Alzano Lombardo a Castione della Presolana ed hanno un numero di capi che varia da 10 a 70. Molti i giovani fra loro, infatti l’età media dei produttori è sotto i 50 anni, a conferma di quel graduale ritorno all’agricoltura di montagna verificatosi nell’ultimo decennio nella bergamasca.<br />
“<em>Inoltre come Consorzio</em> - prosegue <strong>Raffaella Angelini</strong> che alla valorizzazione della Formagela della Valseriana ha dedicato tempo e passione, se non maggiore uguale a quella che dedica alla sua azienda a Castione della Presolana - <em>ci avvaliamo della consulenza di Alain Zanchi Tecnico Sata regionale laureato in scienze alimentari, che segue la nostra produzione</em>”. Una produzione, rispetto a quella industriale e semi-industriale, alquanto limitata perché a massimo regime si arriva a 300 forme al giorno, che però hanno una peculiarità rispetto alle altre: un profumo ed un sapore unico, che non è mai eguale, che cambia da stagione a stagione e da zona a zona in base al foraggio e alla lavorazione che ogni produttore attua nel suo piccolo caseificio.<br />

<a href='http://www.saperiesapori.it/1012/saperi/una-cooperativa-presidio-della-tradizione-casearia-seriana/attachment/raffaella-angelinigrandi/' title='Raffaella-Angelinigrandi'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Raffaella-Angelinigrandi-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Raffaella-Angelinigrandi" /></a>
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<a href='http://www.saperiesapori.it/1012/saperi/una-cooperativa-presidio-della-tradizione-casearia-seriana/attachment/coopquadruccio/' title='coopquadruccio'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/coopquadruccio-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="coopquadruccio" /></a>
</p>
<p>“<em>Sei dei nostri consorziati</em> - aggiunge <strong>Raffaella Angelini</strong> - <em>in estate con le loro piccole mandrie, come una volta, praticano l’alpeggio: cinque in Valle Seriana e uno in Valle Brembana</em>”. Dove &#8211; aggiungiamo noi – vengono realizzate formagelle e stracchini che hanno un sapore ancora più unico rispetto a quanto, già ottimo, viene “sfornato” in valle. Già al taglio il profumo di essenze montane lo si sente subito, ma è al palato che la sinfonia di sapori si apre alle papille gustative portandoci con la fantasia, se si chiudono gli occhi, a quegli incantevoli panorami che la Valle Seriana offre e, per chi come me la montagna l’ama e l’ha vissuta, al rintocco dei campanacci delle mucche che si rincorrono lungo i prati ed i pendii.<br />
“Al mut” gli allevatori con le loro mucche saliranno a giugno. Non ci resta che aspettare, intanto per chetare l’acquolina possiamo approfittare di quanto viene prodotto in valle. Come una volta, in piccole “coldere” di rame, con lo stesso rito manuale dei nonni, con la stessa cura quasi maniacale e lo stesso amore degli avi che iniziarono molti, molti anni fa.<br />
<strong><em>Enrico Silva</em></strong></p>
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		<title>Miele: storia, caratteristiche, proprietà terapeutiche e confezioni “tarocche”</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il grande ed inesauribile lavoro delle “api operaie” fin dall’antichità è stato sfruttato dall’uomo che nel miele ha trovato un alimento dalle proprietà energetiche molto elevate che a ragione può essere definito una vera “bomba naturale” e che possiede anche diverse proprietà terapeutiche.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sfruttamento da parte dell’uomo della naturale produzione di miele delle api si perde nella notte dei tempi. La prima testimonianza del rapporto tra uomo e api è una incisione risalente a ben 16.000 anni fa presente nella Grotta del Ragno a Bicor in Spagna. Maya e Aztechi furono tra i primi popoli che volsero a loro vantaggio il lavoro inesauribile della “api operaie”, e che fecero un largo uso del dolce alimento dalle proprietà energetiche molto elevate. Mentre nell’antico Egitto l’apicoltura ha avuto una grandissima importanza ed il miele era uno dei doni più graditi che i Faraoni offrivano in occasione di visite e ricevimenti. I Greci lo consideravano, invece, “cibo degli Dei”.<br />
Per millenni e fino al 1700, il miele ha rappresentato la principale fonte zuccherina dell’uomo. Fino ad allora non c’erano altre possibilità, né per addolcire, né per far fronte al fabbisogno di zuccheri di ogni essere umano. Poi, con l’avvento degli zuccheri composti, quelli di canna e di barbabietola, il ricorso al miele è andato diminuendo.<br />
E’ utile però sapere che per essere assimilati, gli zuccheri composti devono essere digeriti per trasformarsi in zuccheri semplici. Trasformazione questa che comporta un logico, anche se piccolo, stress fisico dovuto alla digestione. Proprio l’opposto di quanto accade con il miele che, essendo composto da glucosio e da fruttosio, è immediatamente assorbito dall’organismo senza alcuna digestione preventiva. Una proprietà questa di primaria importanza che si aggiunge alle altre diverse virtù nutrizionali. Il miele, infatti, a ragione può essere definito una vera “bomba energetica naturale”, di cui però si deve fare un uso moderato. Una persona adulta, secondo le sue prestazioni fisiche, ne può consumare dai 30 ai 50 grammi durante la giornata, mentre per un bambino sono consigliati 15 grammi circa al giorno.  Ricordiamo che un cucchiaino di caffè, ricolmo, pesa circa 15 grammi. E’ particolarmente indicato per i bambini fin dall’infanzia in quanto favorisce la fissazione dei Sali minerali nell’organismo umano, cosa che il normale zucchero non è in gradi di fare. Inoltre se usato in questa dosi, pur essendo una sostanza zuccherina ed apportando al corpo un buon numero di calorie, non crea nessun problema per la linea. Anzi, siccome i suoi zuccheri bruciano velocemente non si registrano assolutamente accumuli di grasso.<br />
Al miele sono poi attribuite molte proprietà terapeutiche, diverse secondo il nettare delle essenze floreali con cui è stato prodotto. In generale fortifica i muscoli, aumenta la resistenza, favorisce il recupero, è un ottimo antinfiammatorio per la gola ed ha effetti sedativi contro l’eccitazione nervosa.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A seguire le proprietà attribuite ai mieli più conosciuti</span><br />
<strong>Acacia</strong>: disintossica il fegato, disinfiamma la gola, lassativo.<br />
<strong>Agrumi</strong>: utile per l’insonnia, ricco di vitamine e di calcio, sedativo.<br />
<strong>Castagno</strong>: disinfetta le vie urinarie, favorisce la circolazione, consigliato in casi di astenia.<br />
<strong>Eucalipto</strong>: lenitivo per il raffreddore, anticatarrale e antibiotico, calmante della tosse.<br />
<strong>Flora alpina</strong>: antinfiammatorio per la gola, tonificante.<br />
<strong>Girasole</strong>: combatte il colesterolo, ricalcificante delle ossa.<br />
<strong>Melata</strong>: antisettico delle vie respiratorie, utile per bronchiti e faringiti.<br />
<strong>Millefiori</strong>: antinfiammatorio per la gola, tonificante.<br />
<strong>Rododendro</strong>: ricostituente, utile contro la bronchite, combatte l’artrite.<br />
<strong>Tarassaco</strong>: depura il fegato e le vie urinarie, indicato per gli sportivi.<br />
<strong>Tiglio</strong>: calmante della tosse, sedativo, lievemente diuretico.</p>

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<p>Oggi purtroppo con la globalizzazione ed i pochi scrupoli di produttori che guardano solo al tornaconto esistono in commercio prodotti, anche a basso costo, spacciati per miele italiano che non sono altro che miscugli fatti con una minima parte di miele italiano ed un quantitativo rilevante di prodotti, più simili a melassa che a miele, provenienti dall’estero dove i controlli sanitari sono limitatissimi e superficiali.<br />
I paesi di provenienza sono: Argentina, Messico, Brasile ed anche Cina che ormai oltre con il concentrato di pomodoro sta invadendo il mondo con verdure e frutta le cui proprietà dire che sono dubbie è dir poco. Attenzione quindi a cosa si compra, se non si è sicuri meglio evitare l’acquisto. La salute è importante ed è molto meglio avere un po’ più di amaro in bocca invece di un finto dolce che alla lunga potrebbe essere dannoso per il nostro organismo.<br />
A buon intenditor poche parole.<br />
<strong><em>Enrico Silva   <br />
</em></strong></p>
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		<title>Chutney, il “nuovo” che avanza</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:50:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condimento tipico della cucina indiana usato per accompagnare i piatti principali a base di carne e riso, il Chutney è una composta di frutta o verdure e spezie, più o meno piccante, che riesce ad esaltare, e con enorme successo, i sapori delle pietanze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condimento tipico della cucina indiana usato per accompagnare i piatti principali a base di carne e riso, il Chutney è una composta di frutta o verdure e spezie, più o meno piccante, che riesce ad esaltare, e con enorme successo, i sapori delle pietanze.<br />
Con il dominio coloniale della Gran Bretagna si diffuse moltissimo nella gastronomia anglosassone, approdando successivamente nelle Americhe e nel resto dell’Europa.<br />
Esistono, secondo gli ingredienti, chutney salati e chutney dolci o agrodolci. Tutti, in ogni caso, dal sapore aggraziato e mai aggressivo, che ben si sposano con pietanze o che si possono mangiare per conto loro con grissini o cracker.<br />
In Inghilterra il Chutney si mangia spesso nei sandwich ed insieme agli arrosti e altri tipi di carne. In Italia, anche se guardato ancora con un po’ di diffidenza perché il “nuovo” desta sempre timore e sospetto, sta gradualmente scalando le posizioni, comparendo sempre più spesso, oltre che nei negozi specializzati, anche sugli scaffali della grossa distribuzione.<br />
Un abbinamento perfetto di queste gustosissime salse, che affondano le loro radici nel paese di Brahama, Vishnu e Shiva, è quello con i formaggi che nell’accoppiamento si esaltano rimandando al palato e alle papille gustative aromi e sapori particolari più o meno forti.<br />

<a href='http://www.saperiesapori.it/1021/saperi/chutney-il-%e2%80%9cnuovo%e2%80%9d-che-avanza/attachment/chutnetgrande/' title='chutnetgrande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/chutnetgrande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="chutnetgrande" /></a>
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<a href='http://www.saperiesapori.it/1021/saperi/chutney-il-%e2%80%9cnuovo%e2%80%9d-che-avanza/attachment/ch2/' title='ch2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/ch2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="ch2" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1021/saperi/chutney-il-%e2%80%9cnuovo%e2%80%9d-che-avanza/attachment/ch3/' title='ch3'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/ch3-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="ch3" /></a>
</p>
<p>Anche se non di origini indiane e pur non essendosi mai immerse nelle acque del sacro fiume Gange, Franco Pezzotta &#8211; Tuttiatavola, si è cimentato con successo, come è avvenuto con tutti gli altri prodotti “sfornati” dalla sua fervida fantasia, nella creazione di Chutney. Al momento sono quindici gusti diversi dal dolce all’agrodolce, ma conoscendolo di sicuro, visto anche il successo che hanno riscosso, ne arriveranno degli altri con abbinamenti che sulla carta potranno anche far arricciare il naso, ma che poi al palato, come è successo fino ad oggi, lasceranno solo la voglia di continuare ad assaggiarne di nuovi. Attenzione per il Chutney vale lo stesso proverbio delle ciliegie: “una tira l’altra”. Buon appetito.  <br />
<strong><em>Redazione<br />
</em></strong></p>
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		<title>Tastevin d’Oro al Moscato di Scanzo dell’Azienda Biava</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:45:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Importante riconoscimento per l’Azienda Agricola Biava di Scanzorosciate. L’Associazione Italiana Sommelier (Ais) ha attribuito al Moscato di Scanzo Docg, prodotto da Manuele Biava, il Tastevin d’oro e l’inserimento nella Guida Viniplus 2012.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Importante riconoscimento per l’Azienda Agricola Biava di Scanzorosciate. L’Associazione Italiana Sommelier (Ais) ha attribuito al Moscato di Scanzo Docg, prodotto da Manuele Biava, il Tastevin d’oro e l’inserimento nella Guida Viniplus 2012. <br />
Un premio all’eccelsa qualità di questo passito che aveva già riscosso numerosi consensi a livello nazionale ed internazionale. Rigida e severa la valutazione da parte degli esperti dell’Ais.<br />
“<em>Tutti i soci</em> – ha dichiarato <strong>Fiorenzo Detti</strong>, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier – <em>hanno valutato i vini, indipendentemente dalla classificazione, mentre una commissione di esperti ha analizzato il rapporto qualità-prezzo e l’etica produttiva aziendale. L’esame di tutti questi fattori ha determinato l’esito finale del concorso e l’attribuzione dei Tastevin d’oro, d’argento e bronzo</em>”.<br />

<a href='http://www.saperiesapori.it/1006/saperi/tastevin-d%e2%80%99oro-al-moscato-di-scanzo-dell%e2%80%99azienda-biava/attachment/biavagrande/' title='Biavagrande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Biavagrande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Biavagrande" /></a>
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<a href='http://www.saperiesapori.it/1006/saperi/tastevin-d%e2%80%99oro-al-moscato-di-scanzo-dell%e2%80%99azienda-biava/attachment/biava-02/' title='Biava-02'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Biava-02-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Biava-02" /></a>
</p>
<p>L’Azienda Agricola Biava si trova a Scanzorosciate in provincia di Bergamo sui pendii del Monte Bastia. Una zona che, per l’esposizione al sole, il microclima particolarmente mite, la caratteristica calcareo marnosa del terreno chiamato “Sas de Luna”, è una delle migliori per la produzione di Moscato di Scanzo Docg e garantisce una produzione vitivinicola di altissimo livello.<br />
A tutto questo si aggiunge la grande dedizione e l’enorme amore che il titolate dell’Azienda: Manuele Biava, riversa nel suo lavoro a partire dall’uva in pianta per arrivare alle diverse lavorazioni di appassimento, di diraspatura, di pigiatura, di vinificazione e nei travasi in cantina.</p>
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		<title>Gite fuori porta con il Treno Blu</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riparte la nuova stagione delle gite proposte dal TrenoBlu a cura dell'associazione Ferrovie Turistiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono decollate lo scorso 25 marzo le gite fuori porta del TrenoBlu. Giornate rilassanti lontane dal traffico che mirano a far riscoprire i paesaggi dimenticati e le tradizioni della terra lombarda. Il primo appuntamento è dedicato alla “Sagra del Manzo all’olio” di Rovato in provincia di Brescia.<br />
Il ricco programma messo a punto dalle Associazioni di volontariato senza scopo di lucro Ferrovia del Basso Sebino e Ferrovia Turistica Camuna in collaborazione con vari enti prevede appuntamenti fino a tutto dicembre.<br />
Quest’anno TrenoBlu, in occasione della sua diciannovesima edizione, prevede per le gite al Lago d’Iseo in partenza da Bergamo e Milano, iniziative esclusivamente con treni storici a vapore effettuate con una locomotiva  degli anni ’20 e con carrozze degli anni ’30 con le classiche panche di legno.<br />
Dalla fine di marzo alla fine di maggio e poi a settembre vengono proposte interessanti iniziative per chi vuole trascorrere una distensiva giornata al lago con la possibilità di partecipare ad eventi enogastronomici.<br />
Sono proposte a “pacchetto completo” comprensive di viaggio con il treno storico, escursione in battello, pranzo tipico in ristorante e visite a borghi di particolare interesse architettonico e paesaggistico.<br />
Informazioni dettagliate, costi e orari degli appuntamenti sono consultabili sul sito <a href="http://www.ferrovieturistiche.it">www.ferrovieturistiche.it</a></p>

<a href='http://www.saperiesapori.it/1019/saperi/gite-fuori-porta-con-il-treno-blu/attachment/trenoblugrande/' title='trenoblugrande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/trenoblugrande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="trenoblugrande" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1019/saperi/gite-fuori-porta-con-il-treno-blu/attachment/trenoblu200x133-2/' title='trenoblu200x133-2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/trenoblu200x133-2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="trenoblu200x133-2" /></a>
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<a href='http://www.saperiesapori.it/1019/saperi/gite-fuori-porta-con-il-treno-blu/attachment/trenoblu200x133-4/' title='trenoblu200x133-4'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/trenoblu200x133-4-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="trenoblu200x133-4" /></a>

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		<title>Il “Donna Marta Selezione 2005” miete successi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>momacomunicazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A conferma, sempre che ce ne fosse stato bisogno, che il vino Igt della Bergamasca “Donna Marta Rosso Selezione 2005” è un “nettare” di eccelsa qualità, la Tenuta Le Mojole tra la fine di febbraio e i primi di marzo ha ricevuto due prestigiosi riconoscimenti per questo prodotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A conferma, sempre che ce ne fosse stato bisogno, che il vino Igt della Bergamasca “<strong><em>Donna Marta Rosso Selezione 2005</em></strong>” è un “nettare” di eccelsa qualità, la Tenuta Le Mojole tra la fine di febbraio e i primi di marzo ha ricevuto due prestigiosi riconoscimenti per questo prodotto. La medaglia d’oro al “Berlin Wine Trophy 2012” e le “Tre Rose Camune” assegnate dall’Associazione Italiana Sommelier - A.I.S. Lombardia. I due premi vanno ad aggiungersi alla medaglia d’oro conseguita il mese di ottobre dello scorso anno al 7° Concorso Internazionale “<em>Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet insieme</em>”.<br />
Un meritato premio all’amore, alla competenza e alla dedizione che Marta Mondonico dedica con enorme passione al suo lavoro. Un’imprenditrice che ha fatto la scelta della qualità eccelsa per i suoi incomparabili vini.<br />
La Tenuta Le Mojole, dolcemente adagiata sulla collina in una stupenda posizione panoramica, si trova a Tagliuno di Castelli Calepio. L’azienda nasce nel 2002 anno in cui Marta Mondonico stimolata dal marito Roberto Verderio decide di acquistare un appezzamento di terreno con oltre due ettari vitati: il 60 per cento a Merlot ed il restante a Cabernet Sauvignon. Iniziano subito le modifiche e le cure ai terreni e la modernizzazione della cantina. Marta Mondonico si dedica con passione ed entusiasmo alla sua nuova attività che l’affascina fino a raggiungere in tempi brevissimi grosse affermazioni. Nel 2005 presso la International Wine Academy of Rome riceve il primo premio al concorso “Le Signore delle Vigne”, mentre l’anno successivo si aggiudica la Gran Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale “Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet Insieme”.</p>

<a href='http://www.saperiesapori.it/1015/saperi/il-%e2%80%9cdonna-marta-selezione-2005%e2%80%9d-miete-successi/attachment/marta-mondonico/' title='Marta-Mondonico'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Marta-Mondonico-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Marta-Mondonico" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1015/saperi/il-%e2%80%9cdonna-marta-selezione-2005%e2%80%9d-miete-successi/attachment/le-mojole_donnamarta/' title='le-mojole_donnamarta'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/le-mojole_donnamarta-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="le-mojole_donnamarta" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1015/saperi/il-%e2%80%9cdonna-marta-selezione-2005%e2%80%9d-miete-successi/attachment/tenutalemojolefoto1/' title='TenutaLeMojoleFoto1'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/TenutaLeMojoleFoto1-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="TenutaLeMojoleFoto1" /></a>

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		<title>Dal Gambero Rosso &#8220;Oscar Qualità-Prezzo&#8221; al Calepino Brut 2006</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:04:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prestigioso riconoscimento per l’azienda vitivinicola Il Calepino dei fratelli Franco e Marco Plebani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prestigioso riconoscimento per l’azienda vitivinicola Il Calepino dei fratelli Franco e Marco Plebani.<br />
Il Gambero Rosso nell’edizione 2012 della sua pubblicazione “<em><strong>Bollicine d’Italia</strong></em>” ha premiato con l’Oscar Qualità-Prezzo lo Spumante Calepino Brut Non Dosato 2006 ed ha inoltre segnalato per la qualità il Calepino Brut Rosè 2007.<br />

<a href='http://www.saperiesapori.it/1008/saperi/dal-gambero-rosso-oscar-qualita-prezzo-al-calepino-brut-2006/attachment/calepino1grande/' title='calepino1grande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/calepino1grande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="calepino1grande" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1008/saperi/dal-gambero-rosso-oscar-qualita-prezzo-al-calepino-brut-2006/attachment/calepino1/' title='calepino1'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/calepino1-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="calepino1" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1008/saperi/dal-gambero-rosso-oscar-qualita-prezzo-al-calepino-brut-2006/attachment/calepino3-2/' title='calepino3'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/calepino31-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="calepino3" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1008/saperi/dal-gambero-rosso-oscar-qualita-prezzo-al-calepino-brut-2006/attachment/calepino2/' title='calepino2'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/calepino2-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="calepino2" /></a>
</p>
<p>“<em>La Valcalepio</em> - dichiara il Gambero Rosso nella motivazione del riconoscimento - <em>affianca Franciacorta ed Oltrepò, in Lombardia, come terroir vocato alla spumantistica. Qui dai primi anni Settanta la famiglia Plebani si dedica con passione alla produzione alla produzione di vini e spumanti. L’azienda è dedicata al monaco che redasse la prima enciclopedia universale, Fra Ambrogio da Calepio. Anche quest’anno eccellente il nuovo millesimo del Non Dosato, cuvée di Chardonnay (70 per cento) e Pinot Nero che matura ben quattro anni sui lieviti. Ha un bel colore giallo paglierino dorato brillante, fine perlage e profumi che dalla frutta bianca evolvono su note di erbe officinali, salvia, basilico; al palato, gran nerbo, frutto e pulizia. Un Oscar meritato</em>”.<br />
L’Azienda Vitivinicola Il Calepino fonde nella sua denominazione i valori enologici e quelli culturali della zona collinare denominata Valcalepio. Fu Angelo Plebani nel 1972, a ideare e fondare l’azienda in quel di Castelli Calepio battezzandola con il nome di uno dei personaggi più importanti del territorio: l’illustre ed erudito Fra Ambrogio da Calepio che nel 1500 compilò il vocabolario “Calepinus”, legando in modo inscindibile le pregiate bottiglie al famoso frate enciclopedico.<br />
A dirigere oggi l’azienda sono i figli del fondatore: Franco e Marco Plebani, che perseguono come fine la rivalutazione del territorio e la costante cura dei loro prodotti che hanno ricevuto nell’arco degli anni numerosi ed importanti riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale.</p>
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		<title>Bergamo dall’Alto e Bergamo Sotterranea</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:01:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per ammirare le bellezze di Bergamo Alta dall'alto grazie alla terrazza panoramica della Torre di Gombito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal primo aprile e fino al 30 settembre 2012 Bergamo potrà essere ammirata sia dall’alto, grazie all’apertura della terrazza panoramica della Torre di Gombito, che offre una delle più suggestive visioni del centro storico, che dall’interno delle sue poderose mura cinquecentesche.<br />
Oltre alla Torre di Gombito verranno infatti riaperte al pubblico le Cannoniere di San Giovanni e di San Michele con accesso dal viale delle Mura nonché la Fontana del Lantro in via della Boccola.<br />
Un piacevole e suggestivo itinerario che, con un agevole percorso, consente di conoscere e scoprire alcuni gioielli della Bergamo Sotterranea, come le cannoniere utilizzate in passato come alloggiamento per l’artiglieria e le munizioni utili alla difesa della città e la Fontana del Lantro impiegata per usi domestici e civili prima del nuovo acquedotto.<br />
La Fontana del Lantro si trova in via Boccola in Città Alta accanto alla chiesa di San Lorenzo. Da lì, si può facilmente raggiungere la Cannoniera di San Michele, situata sulla destra all’inizio di Viale delle Mura, dopo Porta Sant’Agostino. Percorrendo tutto il viale si può infine raggiungere la Cannoniera di San Giovanni, posta sotto l’omonimo baluardo prima dell’ultima curva del Viale della Mura in direzione Colle Aperto.<br />

<a href='http://www.saperiesapori.it/1004/saperi/bergamo-dall%e2%80%99alto-e-bergamo-sotterranea/attachment/bergamogrande/' title='bergamogrande'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/bergamogrande-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="bergamogrande" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1004/saperi/bergamo-dall%e2%80%99alto-e-bergamo-sotterranea/attachment/fontanadellantro/' title='FontanadelLantro'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/FontanadelLantro-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="FontanadelLantro" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1004/saperi/bergamo-dall%e2%80%99alto-e-bergamo-sotterranea/attachment/nottole/' title='nottole'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/nottole-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="nottole" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1004/saperi/bergamo-dall%e2%80%99alto-e-bergamo-sotterranea/attachment/torredelgombito44/' title='Torredelgombito44'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Torredelgombito44-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Torredelgombito44" /></a>
</p>
<p>Le viste della durata massima di 30 minuti, avverranno in gruppi limitati di persone: 15 per Fontana del Lantro e Cannoniera di San Michele, 50 per Cannoniera di San Giovanni, e saranno soggette all’osservanza di precise prescrizioni. Prima della visita verranno distribuite schede informative storico-descrittive dei luoghi.<br />
Per informazioni e prenotazioni contattare:<br />
Iat Città Alta – Via Gomito 13, tel. 035/242226, e.mail <a href="mailto:turismo@comune.bg.it">turismo@comune.bg.it</a><br />
Iat Città Bassa c/o Urban Center – Viale Papa Giovanni 57, tel. 035/210204, e.mail <a href="mailto:turismo1@comune.bg.it">turismo1@comune.bg.it</a></p>
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		<title>Il “Monello Ubriaco”</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:01:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una leggenda contadina nasce un prodotto speciale dal gusto innovativo: il "Monello Ubriaco".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si narra che molto tempo fa un contadino di Ardesio, in Alta Valle Seriana, non sapendo come ripristinare il vino che si era bevuto all’insaputa della moglie, pensò di mettere dentro la botte, un salume chiamato Monello; in questo modo, scoperchiando la botte, il livello del vino sarebbe apparso più alto!<br />
Quando però il vino terminò la moglie del contadino, contando le bottiglie spillate, rilevò la mancanza al marito il quale, in modo del tutto naturale, disse che se lo era bevuto il Monello!<br />
“<em>Fammi assaggiare questo Monello Ubriaco</em>” tuonò la moglie infuriata. Il marito prese il Monello, lo affettò e lo servì. Con loro grande stupore gustarono un prodotto di una bontà eccezionale che univa le caratteristiche di un salume pregiato alle qualità aromatiche del vino.<br />
La moglie rimase così affascinata da quella prelibatezza che costrinse il marito a mettere il salume nelle botti di vino e il marito, ben felice di farlo, potè bere tranquillamente perché la colpa sarebbe ricaduta sul Monello Ubriaco”.<br />
Questa la leggenda. Una storia tramandata oralmente nell’arco degli anni di generazione in generazione.<br />
<strong>Ezio Chiesa</strong>, animato dalla stessa passione che lo ha portato a riproporre il Prosciutto Crudo della Valle Seriana non ha perso l’occasione di tramutarla in realtà ricreando con uno dei tagli nobili del maiale il “Monello Ubriaco”.<br />
Un prodotto unico realizzato con la parte migliore della coscia del maiale: quella alta posteriore (la stessa utilizzata per fare il Culatello), che, dopo la stagionatura, viene immersa per una decina di giorni in vino Valcalepio. Risultato una prelibatezza che, affettata molto fine, si scioglie in bocca rilasciando un aroma unico e delicato con tenui sentori del Valcalepio in cui è stato affinato.<br />
Provare per credere.</p>

<a href='http://www.saperiesapori.it/1017/saperi/il-%e2%80%9cmonello-ubriaco%e2%80%9d/attachment/monellog-01/' title='MonelloG-01'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/MonelloG-01-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="MonelloG-01" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1017/saperi/il-%e2%80%9cmonello-ubriaco%e2%80%9d/attachment/monellop-02/' title='Monellop-02'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Monellop-02-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Monellop-02" /></a>
<a href='http://www.saperiesapori.it/1017/saperi/il-%e2%80%9cmonello-ubriaco%e2%80%9d/attachment/monellop03/' title='Monellop03'><img width="115" height="115" src="http://www.saperiesapori.it/wp-content/uploads/2012/04/Monellop03-115x115.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Monellop03" /></a>

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