
Per Pietro Umberto Lussana titolare dell’Azienda Agricola Il Castelletto di Scanzorosciate la passione per olivi e olio è stato un vero e proprio “coupe de foudre” arrivato all’improvviso nei primi anni Settanta dello scorso secolo.
Nell’azienda agricola di famiglia sulle ridenti colline alle soglie di Bergamo rinomate per la produzione del Moscato di Scanzo erano già presenti piante secolari di olivo piantate probabilmente da un lontano avo come confine o per abbellire i vitigni. E sono state proprio loro a far scattare quell’innamoramento che lo ha portato prima a documentarsi con viaggi in Toscana sulle produzioni, poi alla graduale piantumazione di nuove piante che piano, piano sono entrate in produzione e a “sfornare”, dopo i primi anni di perfezionamento, uno dei migliori oli extravergini della zona. Di sicuro l’unico nella tipicità monovarietale.
Un grosso impegno a cui si è dedicato più per passione che per mero fatto commerciale. Infatti all’inizio la produzione, limitata ancor oggi perché stiamo parlando di 1.000 piante in produzione che garantiscono al massimo 15 quintali di olio, era limitatissima e si basava esclusivamente su quelle poche piante vetuste che c’erano nel podere. Per aumentare le sue conoscenze, Pietro Lussana con impegno e caparbietà effettua visite nelle aziende più rinomate per il loro extravergine e corsi di potatura e di olivicoltura.
Arriva così ad un prodotto qualitativamente superiore che negli ultimi anni ha riscosso premi e riconoscimenti da parte degli esperti e menzionato sulla Guida Slow Food. Nel novembre del 2005 la svolta che gli ha permesso di operare autonomamente con l’apertura all’interno della sua azienda del primo frantoio bergamasco di proprietà della Cooperativa Olivicoltori Bergamaschi di cui il Castelletto è socio. Frantoio da lui diretto a cui conferiscono per la spremitura le loro olive circa 160 piccoli e grossi produttori della zona.
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Come detto la produzione è limitata, ma decisamente superiore alla norma: 15 quintali di olio extravergine di cui 7/8 circa di Dop Laghi Lombardi. Ma quali i pregi e le caratteristiche di questo prodotto di nicchia. Prima di tutto la bassissima acidità e la genuinità della materia prima che al cento per cento proviene dai due ettari di terreno che l’Azienda il Castelletto ha impiantato ad olivo. Fra le caratteristiche il fatto che per il suo sapore e gusto ben definito e persistente ogni tipo di questo olio deve essere usato in minor quantitativo (50%) per condire le pietanze.
Tre le tipologie prodotte dall’Azienda Agricola Il Castelletto.
La prima è l’extravergine Alarico Dop Laghi Lombardi ottenuta con varietà Leccino al 40 per cento, Frantoio al 30, Casaliva al 20 e altre al 10 per cento.
“E’ – come lo ha definito la guida degli extravergini Slow Food – un extravergine che fa emergere al palato una bella freschezza, connotata dal mix di sensazioni dolci di frutta secca e amare di carciofo, con una sottile e ben definita piccantezza”.
La seconda tipologia: l’Olio extravergine Monovarietale Sbresa è nata nel 2008 ed è figlia della caparbia ostinazione di Pietro Lussana che a tutti i costi voleva realizzare un extravergine in purezza con una varietà come la Sbresa che si trova principalmente nella fascia collinare bergamasca. E con un risultato eccezionale. Il prodotto, infatti, ha ricevuto enormi consensi per il suo gusto fruttato medio e piccante, armonioso e ben strutturato.
L’ultima tipologia è l’olio extravergine di oliva Plurivarietale. Un extravergine dal gusto delicato e fruttato, ottenuto dalla spremitura delle quasi trenta varietà di olive presenti nell’azienda.
Tre oli superiori e genuini che nulla hanno a che vedere con la massa di extravergini, definiti tali solo perché le norme comunitarie lo permettono, consentendo l’aggiunta anche in quantitativo rilevante di oli in genere. Tre oli superiori e genuini che se assaggiati soli su una fetta di pane fanno esplodere la loro fragranza e il loro aroma al palato.
Provare per credere.
Enrico Silva
















