
Spinone al Lago
Disteso lungo il piccolo bacino della Val Cavallina alle pendici del monte Pler, Spinone offre una piacevole passeggiata a lago lunga più di tre chilometri, ma il fiore all’occhiello del centro rivierasco è la chiesetta duecentesca di San Pietro in Vincoli, unica testimonianza di arte romanica che si conserva attorno al lago d’Endine.
L’edificio si trova a sinistra, salendo, della statale del Tonale e venne edificato nel XII-XIII secolo. Nella prima metà del Quattrocento fu ricostruito quasi totalmente: la struttura fu fatta ruotare di circa 90 gradi, tanto che la larghezza di oggi corrisponde alla lunghezza dell’antica chiesa. All’interno sono conservati un affresco, del 1479, e altri più recenti, le cui figure sono una fedele copia di quelle dipinte da Lorenzo Lotto nella cappella Suardi di Trescore. All’interno, in una teca protetta, è presente una pietra tombale probabilmente di età medievale sulla quale vi sono scolpite due croci. In passato il tempietto fu chiesa parrocchiale; il titolo nel XVII secolo passò a quella dedicata a san Pietro Apostolo; nel 1913 fu consacrata l’attuale parrocchia dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Con un enorme sforzo finanziario il parroco di Spinone, don Ferdinando Sangalli, ha effettuato il restauro totale della chiesetta che oggi si presenta in tutto il suo originario splendore. Dal centro di Spinone, un’antica mulattiera conduce a Bianzano: una suggestiva escursione dal valore paesaggistico notevole, che offre la possibilità di ammirare il lago dall’alto.
Ranzanico
Un’altra località che non può tralasciare chi visita il lago e i suoi dintorni è Ranzanico, costituito da tre nuclei distinti: due vicini alle sponde e, quello che in passato fu il borgo storico fortificato, a mezza costa, sulle pendici dei monti Pizzetto e Pler. Nel vecchio abitato confluivano due antiche e importanti vie di comunicazione: una collegava il lago d’Iseo con la Val Gandino attraverso la Val Rossa, l’altra univa a mezza costa i castelli di Mologno, di Bianzano e le fortificazioni di Sovere e del Colle di San Lorenzo. Nella piazza principale del paese si innalza una torre, superstite testimonianza delle difese medievali. Di particolare interesse l’Oratorio di San Bernardino lungo la vecchia via di comunicazione con Endine, in posizione panoramica, lontano dall’abitato. All’interno, in stile tardogotico, sono presenti pregevoli affreschi del XV secolo ben conservati, fra i quali per bellezza ed importanza spiccano un trittico con san Sebastiano, San Rocco, un santo seminudo e barbuto e un gruppo con San Bernardino, una Madonna in trono con il bambino e un santo vescovo. Molto bella anche la chiesa parrocchiale di origine quattrocentesca. All’interno, oltre ai numerosi quadri fra i quali spiccano tele di Palma il Giovane e del Cifrondi, richiamano l’attenzione un altare fantoniano e un crocefisso ligneo del Settecento. Sono numerose le passeggiate che si possono effettuare partendo da Ranzanico alto; fra le più suggestive, quella lungo la vecchia strada selciata che collegava il paese al lago.
Endine Gaiano
Dove termina il lago, troviamo Endine Gaiano, già florido borgo in età medievale. Dell’antico centro storico, una volta fortificato, resta poco: solo le tracce di strutture particolarmente robuste che si elevano nel centro del paese. Sopra il paese la piccola frazione di Fanovo con la sua caratteristica chiesetta e una stupenda vista sul lago. La settecentesca parrocchiale di San Giorgio, costruita sui ruderi dell’antico castello medievale, è particolarmente ricca di opere d’arte. Vi sono contenute tele di notevole valore artistico, come la Madonna con i Santi Remigio e Sebastiano di Domenico Carpinoni, e una Immacolata e Santi di Saverio della Rosa. Di notevole pregio anche l’altare maggiore di scuola fantoniana e due sculture: un Cristo morto e una Addolorata dei Fantoni di Rovetta. Una visita merita anche il santuario di San Remigio poco lontano dal paese, sul versante opposto del lago. Da ammirare, all’interno, un pregevole altare in marmi policromi e un dipinto del Carpinoni, che raffigura una Madonna in trono con Bambino e Santi. Proseguendo si raggiunge il piccolo borgo di Valmaggiore, frazione di Endine, dove spicca la neoromanica chiesa di San Giovanni. Le case, che hanno mantenuto le caratteristiche rurali di un tempo, fiancheggiano una stretta via che si insinua fra di loro fino ad un ponticello in pietra che attraversa il torrente. La piazza ed il nucleo storico di Valmaggiore sono stati recentemente restaurati. Il borgo può essere il punto di partenza per escursioni al monte Sicolo o alla collina del Castello, dove si gode uno spettacolare panorama sull’alta Valle Cavallina. Il vero lago d’Endine, quello romantico, tranquillo, immerso nel silenzio e nella quiete, lo si trova su questa sponda. Il traffico delle auto è limitato: anatre, germani e gallinelle d’acqua sono molto più numerosi che lungo la sponda dove arriva il rumore del traffico della statale. Niente disturba e nei folti canneti gli uccelli possono nidificare tranquillamente. Una delle località più suggestive di tutto il bacino è il piccolo nucleo d’origine medievale di San Felice. Una passeggiata per la stretta via che si incunea fra le abitazioni rustiche è il momento più felice e più intenso di un’intera giornata trascorsa sul lago.
Monasterolo del Castello
L’ultimo paese che si incontra, in questo giro attorno al lago, è Monasterolo del Castello, il più appartato. Prende il nome dal castello che si trova in prossimità del fiume Cherio, emissario del lago. Fu probabilmente eretto attorno al Mille e inizialmente sarebbe appartenuto ad una nobile famiglia di Mozzo. Distrutto dal Barbarossa nel 1166, fu riedificato tra il XIII e il XIV secolo dai nobili Suardi. Nel ‘500, persa la funzione difensiva, il castello diventò una residenza signorile che dai Suardi fu ceduta ai nobili Terzi, ai quali nel 1937, quando il complesso versava in condizioni alquanto precarie, subentrò la contessa Ginevra Terny de Gregory che lo fece restaurare. L’attuale proprietario, Fabio Acquaroli, ha effettuato, e sta effettuando, nuovi lavori di ristrutturazione. Monasterolo, gravemente danneggiato, negli anni Cinquanta dello scorso secolo, da movimenti franosi conseguenti ad un’alluvione, si snoda attorno al centro storico attraversato da strette viuzze, sulle quali si affacciano antiche abitazioni con caratteristici portali. Particolarmente suggestiva la “parata” di quattordici santelle che fanno da contorno alla parrocchiale dedicata a San Salvatore. Di stile neoclassico, la chiesa custodisce tele e sculture di notevole pregio artistico. Molto belle due opere di Andrea Fantoni: il bassorilievo rappresentante la natività del Cristo, che si trova al centro dell’altare maggiore, e il gruppo ligneo della Beata Vergine Addolorata, realizzato dallo scultore di Rovetta nel 1731, tre anni prima della sua morte. Pregevole anche l’altare maggiore dove spiccano gli stupendi intarsi marmorei eseguiti nel 1670 da Bartolomeo Manni.
Numerose le escursioni che si possono effettuare partendo dal paese. Le più suggestive sono quelle che portano ai monti Torrezzo (1378 metri) e Ballerino (1275 metri), dai quali si domina il lago.















