
La Docg: Denominazione di Origine Controllata e Garantita, più piccola d’Italia parla bergamasco. È quella conferita lo scorso mese di febbraio al “Moscato di Scanzo”: il nettare prodotto sulle colline di Scanzorosciate, unica nella bergamasca che va ad aggiungersi alle altre quattro lombarde. “Si tratta – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Luca Daniel Ferrazzi nel darne l’annuncio – di un’ulteriore conferma che la strada delle qualità che caratterizza il lavoro dei nostri viticoltori è sempre più riconosciuta. La Lombardia ha quindi da oggi un motivo in più per essere fiera dei suoi vini”.
I 22 soci imbottigliatori del Consorzio da poco presieduto da Giacomo De Toma, per festeggiare ufficialmente l’assegnazione del marchio hanno promosso lo scorso 10 novembre un convegno nazionale che ha consentito ai numerosi giornalisti del settore di conoscere le caratteristiche di questo prestigioso passito, la sua storia e di vedere i vigneti sulle colline di Scanzorosciate. Un convegno durante il quale per gli obiettivi raggiunti sono stati premiati con pergamena d’onore l’avvocato Paolo Bendinelli presidente per 17 anni del Consorzio e l’architetto Corrado Fumagalli segretario e sostenitore dell’associazione. Il nuovo direttivo di recente nomina mira a diffondere il Moscato di Scanzo a livello nazionale e internazionale con una campagna di valorizzazione mirata. L’unico piccolo neo, se così lo vogliamo chiamare, di questa produzione il limitato numero di bottiglie a disposizione. Circa 60 mila da mezzo litro provenienti da circa 31 ettari vitati complessivi in Comune di Scanzorosciate.
Un’inezia che però, come ha sottolineato l’assessore al Turismo della Provincia di Bergamo sono “una punta di diamante per la valorizzazione dell’intero territorio”.
Il ridotto quantitativo è dovuto, oltre che all’esigua area a disposizione, anche alla bassa produzione per ettaro imposta dal rigido disciplinare: 70 quintali. Il Moscato di Scanzo Docg viene prodotto con uve Moscato di Scanzo al cento per cento che dopo la raccolta effettuata ad ottobre rimangono in idonei locali areati per l’appassimento almeno 21 giorni fino al raggiungimento di un tenore zuccherino di almeno 280 g/l. La maturazione è di due anni. Il Moscato di Scanzo è un vino da meditazione. Ha un colore rosso rubino carico. Al palato si presenta con note marcate di frutti di bosco e ciliegie. Con l’invecchiamento tende ad avere un aroma di composta di frutta. E’ ottimo se abbinato a pasticceria secca. Decisamente eccezionale per accompagnare formaggi molto stagionati o piccanti.
Franco Ridolfi












